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martedì 11 giugno 2013

lettera immaginaria a m. davanti alla finestra..

 
ci sono giorni in cui sorridiamo meno.
sino a quel momento tutto sembra scivolare lento ed inesorabile. anche se la vita ci costringe a correre e riporre in un angolo della memoria quello che siamo stati o quello che avremmo voluto essere o quello che siamo diventati.
(qualche volta scacciando qualche fantasma senza portare rimorso).
e quando un ago sembra spuntare da qualche anfratto polveroso sembra che l'immagine si fermi isolando il contesto.
come quel soldato intento a riparare un grammofono.
l'oblio fa spazio al colore vivo e i contorni sembrano meno sfumati. sappiamo che sarà solo un attimo e, forse, non è esattamente quello che vorremmo sia davvero.
scrutiamo distratti quell'attimo, quasi inaspettato, stando attenti a non porre domande cui non vorremmo ascoltare le risposte. per paura, per mancanza di coraggio. o probabilmente perchè erano quelle giuste. chissà, ormai pare non aver più importanza saperlo. solo esserci quando potrebbe accadere.
lasciamo che tutto vada via come un chicco di sabbia trasportato da un alito di vento verso altri lidi, magari in fondo al mare.
concediamo le nostre parole a fredde macchine. righe occasionali e sfuggenti. troppo spesso cariche di incertezza.
se un tempo ci divideva una panchina davanti un binario della stazione, ora ci dividono interi paesaggi.
le luci dei palazzi, intanto, tendono ad illuminare tiepidamente la sera.
cosa resta di quelle tue parole amare? sono, queste mie, le parole per alleviare il tuo umore teso? forse ho affidato, come sempre, al silenzio la mia carezza?

solo una cosa. infine. ci sono giorni in cui sorridere ha un sapore diverso.

martedì 25 dicembre 2012

la prova del nove..

passato un altro natale.
e se un tempo la parola d'ordine spazzata via d'autorità è stata 'no pasaran', adesso ne rincorrono un'altra: 'resistere'.
e se addirittura il maestro ghedini ne fa un cavallo di battaglia (a suon di parcelle), anche io mi fiondo con gli artigli sulla preda e resisto.
ma non resisto sperando il mondo migliore.bazzecole vendoliane riposte in un cassetto: linde, pinte e mai usate.
piuttosto resistere per sé stessi. 
(parlare di egoismo a natale è un atto di coraggio. datemene atto).
siamo onesti, il concetto di 'dare' si è deprezzato e quindi se ne abusa.

sono andato fuori traccia.
avevo un'idea piuttosto chiara, poi mi sono smarrito.

ad ogni modo, comprendetemi, il mio egoismo ha anche dei lati positivi, forse migliori dei vostri: si propaga sulle persone a me care.
a loro, e solo a loro, ho dato - sto dando - darò. a nessun altro che io ritenga degno.
sono egoista per loro.
per il resto del mondo ci sono gli altri. gli altruisti (dio li benedica, mi fanno sentire una persona migliore, senza troppi rimorsi).

continuate a riempire il mare di gocce, io non vi ostacolerò.
continuate a riempire il mare di gocce, io continuerò a costruire castelli di sabbia sul bagnasciuga.
continuate a riempire il mare di gocce e quando mi annoierò un traghetto mi porterà lontano dall'assillo di ordinare i cocci.
almeno sino al prossimo approdo..

venerdì 4 maggio 2012

t2s intervista t2s..


d: "la foto del tuo profilo ricorda quel famoso film in cui c'era un fantasma senza testa che vagava spensierato per le strade del paese nelle ore serali"
r: "effettivamente è quello che hanno pensato tutti stando al sondaggio commissionato al vate mannheimer"
d: "come hai fatto a scrivere correttamente mannheimer?"
r: "ho aperto gogol e ho cominciato a digitare manneh.."
d: "sei un grande! io non ci avrei mai pensato"
r: "male, molto male.."
d: "ora passiamo alle domande più frivole: quanti errori politici hai commesso nella tua vita?"
r: "direi tre"
d: "il più grave?"
r: "mah, direi il terzo"
d: "quindi tu rappresenti l'eccezione della regola secondo cui dagli errori si impara"
r: "infatti. l'errore deve essere sempre più grande altrimenti non c'è gusto"
d: "il terzo errore è un pò come il corrispondente segreto di fatima, possiamo svelarlo?"
r: "certo che si: ho votato motivando la mia scelta in perfetta coerenza antitetica"
d: "cioè?"
r: "ti faccio un esempio: oggi non voto te perchè hai un braccio più corto dell'altro, domani ti voto perchè il tuo avversario è amico di uno che mi sta sulle palle"
d: "quindi profonde motivazioni ideologiche"
r: "certamente. è il metro che d'ora in poi utilizzerò quando mi recherò alle urne"
d: "ma tu non avevi detto che una cabina elettorale non fa la democrazia?" 
r: "infatti. ho detto molte cose, quasi tutte sciocche ma ragionevoli"
d: "e quindi?"
r: "e quindi non cambia una virgola. io vado a votare perchè voglio riempire la mia scheda elettorale con i timbri della sezione e ritirare il premio quando la completo"
d: non c'è un premio se completi la scheda elettorale"
r: "ah..."
d: "ci sei rimasto malissimo. mi spiace. ma ora cambiamo argomento perchè voglio sbrigarmi per andare a bere la birra"
r: "si, si!"
d: "qual è la tua ultima ossessione"
r: "penso i porti"
d: "ti piace andare a mare?"
r: "no, affatto. mi piacerebbe più andar per mare. odio la spiaggia, esprime un senso di immobilità che contrasta con l'eterno movimento dell'acqua"
d: "questa te la sei preparata da tempo"
r: "si, non rompere i coglioni. però ho oggettivamente ragione"
d: "questa intervista si sta dilungando troppo. ultima domanda: che fai stasera?"
r: "vado a bere la birra. sei invitato, pago io"
d: "che buona la birra!"