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martedì 22 maggio 2012

la merda in testa e la cultura del sospetto..

la voracità della stampa continua a rendere più insopportabile la vicenda brindisina.
sfogliare i giornali o consultare le testate on-line, in questi giorni, risulta sempre più uno spreco di tempo.
nell'arco di quattro giorni è stato detto tutto e il contrario di tutto. ad oggi poche, chiare, certezze: magistrati sotto pressione, un presunto colpevole risultato innocente sbattuto in prima pagina (come il famoso mostro) e una volante della polizia presa a calci da una folla inferocita.

che noia!

la politica di certo non aiuta.
il ballottaggio di parma ha regalato al nostro paese il primo sindaco al servizio di un giullare.
tutti sono ansiosi di vedere come andrà a finire e se il movimento del comico genovese è veramente capace di amministrare una città (primo banco di prova per il salto al governo? dio ce ne scampi..).

ora, non so se la frase che sto per citare ha altri significati (ben più profondi di quelli che il sottoscritto possa carpire), però qualcuno più importante di me (almeno stando ai libri di filosofia) ha scritto qualche millennio fa: "così muore la democrazia: per abuso di se stessa. e prima che nel sangue, nel ridicolo".

sono un vecchio brontolone? allora voi iniziate ad abbassare il volume..

sabato 19 maggio 2012

l'errore del bombarolo...

tutti straparlano della devastante esplosione davanti una scuola di brindisi che ha ucciso una studentessa e ne ha ferite altre sei.
l'avvicinarsi del 23 maggio, la presenza della carovana antimafia di 'libera' a pochi chilometri dal capoluogo dell'alto salento, l'attentato al presidente di un'associazione antiracket di mesagne, la provenienza dallo stesso paese del collaboratore di giustizia che ha consentito l'ultima rumorosa retata negli ambienti della sacra corona unita, ha fatto subito gridare alla matrice mafiosa -poi calmierata dal ministro dell'interno- del drammatico evento.
allora voglio straparlare anche io.
chi ha commesso tale gravissimo atto avrebbe dovuto avere la decenza di completare l'opera, sistemando un altro ordigno a pochi metri da attivare due ore dopo la prima esplosione.
avremmo assistito in diretta alla morte di chi, con la scusa di informare e di documentare, sta già sbranando i resti mortali della povera sedicenne e non vede l'ora, magari, di dare per primo la notizia che "purtroppo anche la ragazza gravemente ustionata non ce l'ha fatta!".
per poi recarsi senza alcun indugio sotto casa a raccogliere le lacrime dei familiari per sbattercele in faccia durante l'ora di cena.

dimenticavo. per me non si tratta di mafia.